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Rimini  Scherma - Gran Premio Giovanissimi "Renzo Nostini" Importante appuntamento per la scherma in quel di Rimini dove si misureranno le giovani pomesse di questa disciplina che tante soddisfazioni ha dato allo sport italiano. Il Gran Premio Giovanissimi Nazionali di Rimini è giunto alla 48° edizione e rappresenta un importante momento per tutto il movimento. Nei nostri hotel troverai cortesia e professionalità. Tariffa a persona €. 30,00 con trattamento di notte e colazione a gran buffet fino alle ore 12.00 e camera a disposizione fino alle ore 18.00. Per maggiori informazioni invia una e-mail a
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LE TRE ARMI Il Fioretto La Sciabola
La Spada
• Il Fioretto I più piccoli iniziano la scherma con questa arma, che può colpire solo di punta, ed è ritenuta da molti la più adatta per imparare le azioni fondamentali. Il bersaglio valido è tutto il tronco, coperto da un giubbetto conduttivo. Testa, braccia e gambe sono bersaglio non valido. In caso di stoccata per entrambi gli avversari, l'arbitro applica la "convenzione": una serie di regole derivanti dalla logica del duello, secondo cui "ha ragione" (e quindi gli viene assegnato il punto) chi attacca per primo, o chi para e risponde, o chi ha l'arma "in linea" (braccio disteso e punta che minaccia il bersaglio valido) prima dell'inizio dell'attacco dell'avversario La Sciabola Anche in questa specialità si applica la "convenzione", ma il bersaglio è più ampio, comprendendo tutta la metà superiore del corpo: il colpo non viene segnalato (come invece avviene nel fioretto) se raggiunge altre parti del corpo. Si può colpire con tutta la lama, quindi di punta e di taglio. E' l'arma più dinamica e veloce, da preferire per chi ha un temperamento vivace e aggressivo. La Spada Arma che può colpire solo di punta, in tutto il corpo. Non esiste convenzione: il punto va a chi colpisce per primo. In caso di colpo doppio, possibile solo entro 40 ÷ 50 millisecondi, si assegna un punto ad entrambi. E' la specialità più matura e meditata, ed è quella che più delle altre ha conservato alcune caratteristiche del duello sul terreno. In senso etimologico “scherma” deriva da “schermire” verbo che ha come significato l’atto del ripararsi, del difendersi. Nel Vocabolario dell’Accademia della Crusca troviamo questa definizione: “scherma, schermire è riparare con arte il colpo che tira il nemico e cercare di offenderlo sempre”. L’arte della scherma, appunto. Sarebbe troppo lungo seguire, attraverso tanti secoli, l’evoluzione della scherma in Italia nonché l’evoluzione delle sue armi (ricordate il gladio romano?), focalizziamo quindi l’attenzione sulla nascita in Italia della vera e propria arte della scherma, con le armi da punta e da taglio. Il duello, via via, si trasforma da una parte in scherma militare, dall’altra si estende nell’uso civile come salvaguardia dell’onore e dei principi morali. Risale al 1400 la nascita delle prime scuole di scherma con i “maestri d’arme”. Arrivando fino ai tempi nostri, occorre osservare prima di tutto che la scuola schermistica italiana è stata sempre una delle migliori del mondo. L'epoca d'oro fu quella della Scuola Magistrale Militare di Roma (1884) diretta da Masaniello Parise, con Carlo Pessina e Salvatore Pecoraro, a cui seguirono i maestri Agesilao Greco, Candido Santone e più tardi Giuseppe Mangiarotti. La Scuola ottenne risultati di grande prestigio in Italia e all’estero. Dopo un tentativo senza successo effettuato a Pavia nel 1903, il 3 giugno 1909 venne costituita a Roma la Federazione Schermistica Italiana. L'iniziativa era dovuta all'opera del capitano Augusto Ciacci ed era stata favorita dall'impegno dell'on. Luigi Lucchini, all'epoca presidente dell'Istituto Nazionale per l'Incremento dell'Educazione Fisica. Una apposita Commissione, presieduta dal conte Ezio Ravascheri, venne incaricata di redigere lo statuto della nuova Federazione (che operava tra l'altro la distinzione tra maestri e dilettanti) che fu approvato nel giugno 1910. Il 5 ottobre 1923 il nome venne modificato in Confederazione Italiana di Scherma (CIS). Dieci anni più tardi, nel 1933, la CIS cambiò la propria denominazione assumento quella attuale di FIS (Federazione Italiana scherma) Nel frattempo le Olimpiadi e la nascita della Federazione Internazionale di scherma (FIE) nel 1913 avevano fatto sì che la scherma si trasformasse definitivamente: accanto al concetto di arte acquistò spazio la configurazione di sport da combattimento. Nel 1920 alle Olimpiadi di Anversa Nedo Nadi entrò nella leggenda della scherma vincendo cinque medaglie d’oro olimpiche: nel fioretto individuale, nella sciabola individuale, nel fioretto a squadre, nella spada a squadre, nella sciabola a squadre. In cento anni esatti di gare olimpiche - da Parigi 1900 a Sydney 2000 - la scherma italiana era salita cento volte sul podio dei Giochi. Poi, ad Atene 2004, il numero delle medaglie è salito addirittura a 107. Un record di eccezionale spessore che ha portato (e continua a portare) un contributo fondamentale al prestigio internazionale di tutto lo sport italiano. Nessuna disciplina sportiva azzurra è riuscita a vincere tante medaglie alle Olimpiadi come la scherma. Le Olimpiadi di Atene 2004, come si è detto, hanno ulteriormente arricchito il carniere della scherma italiana con altre sette medaglie di cui tre d’oro, tre d’argento e una di bronzo. I nomi dei campioni azzurri saliti sul podio ateniese sono ancora sulla bocca di tutti. Valentina Vezzali e Aldo Montano ori individuali nel fioretto e nella sciabola, Salvatore Sanzo, Andrea Cassarà e Simone Vanni oro nel fioretto a squadre, poi i tre argenti con Giovanna Trillini nel fioretto femminile, Sanzo nel fioretto maschile e la squadra di sciabola con Montano, Luigi Tarantino Giampiero Pastore, infine il bronzo di Andrea Cassarà nel fioretto. La medaglia azzurra numero uno della scherma fu quella di Antonio Conte, oro nella sciabola maestri a Parigi agli albori del ventesimo secolo. Ed è occorso tanto tempo prima che venisse riconosciuto ufficialmente l’alloro olimpico di questo fenomenale Maestro di Minturno. Il suo “peccato originale” fu quello di essere Maestro, anche se proprio Pierre De Coubertin stabilì che nel programma delle Olimpiadi venissero inclusi gli assalti di fioretto, sciabola e spada “pour amateurs e pour professeurs”. Tra la prima e la centosettima, ci sono tante altre medaglie in una passerella fatta di grandissimi nomi della scherma. Sono medaglie che vanno poste tutte sullo stesso piano perché dietro di esse c’è stata uguale sofferenza, identici sacrifici, medesima determinazione, classe genuina. Dalle 16 conquistate dai fratelli Mangiarotti (13 dal grande Edoardo e tre da Dario) alle sei tutte d’oro di Nedo Nadi di cui abbiamo già parlato, fino al più travagliato dei bronzi a squadre. Ma l’indiscusso prestigio mondiale della scherma italiana passa anche attraverso altre cifre, anch’esse estremamente significative, come le 221 medaglie (una quantità eccezionale) conquistate dagli schermitori e dalle schermitrici azzurre a tutt’oggi ai Campionati del Mondo assoluti. Nessun’altra disciplina sportiva in Italia è mai arrivata a tanto
fonte: www.federscherma.it © RIMINI – GRAN PREMIO GIOVANISSIMI “RENZO NOSTINI”
Roma - Conclusa la 44esima edizione del Gran Premio Giovanissimi ''Renzo Nostini'' - Trofeo Montepaschi Vita. Una settimana di gare, incontri e momenti di riflessione per tutto il movimento della scherma italiana. Un bilancio indubbiamente positivo, come testimonia il presidente federale Giorgio Scarso: ''E’ stato un grande successo e di questo va dato merito a tutti coloro che si sono prodigati per la riuscita dello stesso. Un vivo ringraziamento va alla direzione di torneo, agli arbitri e ai tecnici delle armi, che con il loro lavoro hanno permesso che le gare rispettassero gli orari prestabiliti. Grazie al C.O.L. di Rimini, per essersi messo a disposizione nell’assecondare le esigenze del mondo della scherma. E non vorrei dimenticare la struttura federale, in tutte le sue componenti, per aver dato dimostrazione di grande professionalità. Al tempo stesso e con grande piacere, ho potuto prendere atto della grande partecipazione e dello spirito di collaborazione di tutto il movimento. Un complimento, poi, lo vorrei fare a tutti i vincitori e ai giovani atleti, che pur non vincendo, hanno dato lustro alla manifestazione''. L’appuntamento riminese, però, ha offerto oltre al fatto sportivo in se stesso, momenti di confronto, di approfondimento e di festa. Si è parlato di scuola e di sport, nel dibattito pubblico organizzato dalla FIS sul tema ''Il diritto allo studio degli atleti'', al quale sono intervenuti Presidente della FIS, Giorgio Scarso; Roberta Innamorati, rappresentante del Ministero per le Politiche Giovanili e le Attività Sportive; Cettina Pulejo, funzionario della Direzione Generale dello Studente del Ministero della Pubblica Istruzione e Rita Malvezzi, dirigente di società e presidente di Consiglio d’Istituto. Il Settore Formazione, poi, ha promosso il seminario per ''Addetti al Cerimoniale e Protocollo'', una due giorni di lavoro nella quale si sono gettate le basi per l’implementamento della conoscenza di una materia di grande importanza nel quadro dell’organizzazione di gare sia a livello nazionale che internazionale. Senza dimenticare, infine, la promozione, messa in atto attraverso lo stand allestito presso il ''RiminiWellness'', con esibizioni e lezioni in pedana, oltre alla distribuzione di materiale esplicativo dell’attività federale, con ospite d’onore Stefano Barrera. La fiera del benessere, lo ricordiamo, ha raggiunto la cifra record di 100.023 visitatori. Ritornando in pedana, è giusto ricordare quelli che sono stati i numeri che hanno contraddistinto un’edizione che ha visto gareggiare ben 2439 giovani atleti, che si sono ''battuti'' per la conquista dei 24 titoli in palio. La giornata più prolifica in termini di cifre è stata la quarta (sabato 19 maggio), con il numero record di partecipanti alle tre gare in programma: ben 408. La singola gara di specialità che ha invece avuto il maggior numero di iscritti è stata quella del Fioretto Maschietti con 188 atleti scesi in pedana. Il maggior numero di medaglie, nove (4 ori, 3 argenti e 2 bronzi), è stato conquistato dal Club Scherma Roma, autore anche della miglior performance in fatto di titoli conquistati (quattro). Otto le società che hanno vinto almeno due medaglie: Circolo della Spada Vicenza, Chiti Scherma Pistoia, Club Scherma Roma, Club Scherma Ariccia, Cesare Pompilio Genova, Mangiarotti Milano, Club Scherma Casale e Foggia. Quarantasei, infine, le società che si sono assicurate almeno una medaglia. |