Storia del turismo a Rimini |
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Nell'ottocento Rimini era un'area agricola con antichissime tradizioni di insediamento urbano che viveva di proventi dell'agricoltura che nel 1871 occupava ancora il 71% della popolazione attiva.In questo contesto incominciò per Rimini l'avventura turistica con la costruzione e apertura dello stabilimento Privilegato di Bagni Marittimi di Rimini per iniziativa dei conti Baldini nobili locali. Tale iniziativa a causa delle tariffe eccessivamente onerose non ebbe grande fortuna e si evitò la chiusura solo grazie all'intervento del comune di Rimini che ne assunse la gestione unitamente all'impegno della costruzione del Kursaal e di altre strutture balneari di base delle quali si assunse gli oneri finanziari. Oltre all'intervento dell'amministrazione pubblica anche le banche locali hanno avuto grande importanza nell'incentivare gli investimenti del settore turistico edilizio. Motivo principale che impediva lo sviluppo turistico di Rimini era la mancanza di strutture ricettive adeguate, sviluppo che si concretizzo allorquando il comune acquisì terreni demaniali sulla costa e li vendette a basso prezzo ai privati per la realizzazione di ville e villini da affittare ai turisti. Ancora marginale nei primi anni del novecento la percentuale di camere in hotel.

Nonostante ciò l'attività turistica stava guadagnandosi un ruolo di rilievo nel contesto economico riminese tanto che grazie all'associazionismo locale si cominciò ad impegnarsi per rendere più allettante l'offerta turistica organizzando per i forestieri le più disparate attività. Il primo decennio del novecento vede la costruzione del Grand Hotel che con altre realizzazioni di strutture di lusso hanno garantito a Rimini più un'immagine promozionale esterna che una quadratura dei bilanci. Di sviluppo vero e proprio del turismo a Rimini si potrà parlare nel periodo tra le due guerre che getta le basi per un ulteriore ascesa della domanda nel secondo dopoguerra in cui la connotazione generale è la presenza di numerose strutture ricettive di piccole dimensione a gestione familiare. Per tutti gli anni cinquanta e sessanta l'edilizia alberghiera fu l'asse portante di un'economia che dipendeva sempre più dalla monocultura turistica. Gli anni settanta a Rimini si caratterizzano per una stasi del settore turistico seguita dalla esigenza di riqualificare l'immagine della riviera romagnola differenziando l'offerta turistica. Operazione in gran parte riuscita, infatti ai nostri giorni Rimini offre un prodotto eterogeneo che và dal turismo balneare a quello culturale, dai parchi tematici alla riscoperta dell'entroterra, dal benessere al congressuale. |